Il pesce rosso o carassio rosso o ciprino dorato (Carassius auratus auratus) è un pesce d'acqua dolce, appartenente alla famiglia dei Cyprinidae.
Diffusione e habitat
È una versione domestica della Carpa grigioverde originaria dell'Asia orientale. Allevato e selezionato dal X secolo in Cina e diffuso in Europa alla fine del XVII secolo, il Carassio rosso raggiunge una lunghezza massima di 60 cm e un peso di 3 kg (ma solo in grandi vasche o in allevamenti all'aperto).
Il pesce rosso in natura vive in fiumi, laghi e specchi d'acqua calma, fino ad una profondità massima di 20 metri. I pesci rossi e le altre carpe vengono messi spesso in acque stagnanti per ridurre la popolazione di zanzare. Va detto però che la loro introduzione ha spesso conseguenze negative sull' equilibrio ecosistema locale.
Descrizione
La colorazione degli avannotti e degli esemplari molto giovani è bruna, per diventare rosso-arancio.
Varietà
Gli incroci selettivi hanno prodotto esemplari con diverse variazioni di colore, alcuni dei quali si allontanano notevolmente dal colore dorato del pesce originale. Esistono inoltre forme del corpo diverse, così come differenti configurazioni degli occhi e delle pinne. Queste versioni estreme di pesce rosso devono essere tenute in un acquario; sono molto meno resistenti di quelle più simili all'originale "selvatico.
Riproduzione
Sono pesci prolifici, che depongono le uova tra i vegetali.
Alimentazione
La sua dieta comprende crostacei, insetti e residui di piante acquatiche.
Sottospecie
Sono riconosciute 5 sottospecie:
Carassius auratus argenteaphthalmus
Carassius auratus auratus
Carassius auratus buergeri
Carassius auratus grandoculis
Carassius auratus langsdorfii
Acquariofilia
Parte della sua popolarità è dovuta alla sua resistenza. Si tratta di un pesce di acqua fredda, che può vivere in un acquario non riscaldato o in una vasca in giardino. Se si trova in uno stagno può sopravvivere perfino a brevi periodi di ghiaccio superficiale, sempre che l'acqua contenga sufficiente ossigeno e che lo stagno non geli completamente.
Benché i pesci rossi si vedano sovente nelle cosiddette "bocce per pesci rossi", un pesce sano di dimensioni dignitose (fra i 7 e 10 cm) ha bisogno di almeno quaranta litri d'acqua per vivere la sua vita; ogni pesce in più richiede altri 20 litri d'acqua, I pesci che vengono tenuti in casa mangiano allegramente tutto il cibo che gli viene fornito, e perciò possono andare incontro ad un blocco intestinale, che gli è fatale e che causerà loro una morte molto dolorosa. In genere si consiglia di nutrirli 3-4 volte al giorno con la quantità di cibo che riescono a mangiare in mezzo minuto. Non soffrono se vengono lasciati a digiuno 2-3 giorni, purché questo non avvenga più di una volta al mese.
Malattie e buona qualità dell'acqua
I pesci rossi possono soffrire di alcuni disturbi, i principali sono l'ulcera e il dropsicismo.
L'ulcera in genere è contagiosa, non si può curare, ma raramente uccide il pesce, anche se spesso lo mutila. Avendone la possibilità è d'obbligo isolare il pesce malato. Negli allevamenti, quando raggiungono i 13 cm di lunghezza vengono vaccinati, ed è molto difficile che in futuro si ammalino di ulcera batterica.
Il dropsicismo (o idropisia) è una malattia un po' più rara, il sintomo principale è uno "spettinamento" delle squame. In pratica il pesce sembra arruffato, poiché accumula troppa acqua nel corpo, e la sua nuova forma spinge le squame in fuori. Questo disturbo può uccidere il pesce, ma non è ritenuto contagioso.
Un esemplare della forma selvatica catturato nel fiume Ombrone (GR) Rilasciato dopo la foto.
Per evitare i disturbi è bene che l'acqua dei pesci rossi sia sempre pulita e che fra le decorazioni dell'acquario non rimanga cibo in fermentazione.
L'acqua andrebbe cambiata almeno due volte al mese. Nella stragrande maggioranza dei casi l'acqua di rubinetto va bene, ma bisogna lasciarla decantare indicativamente una decina di ore, spesso la percentuale di cloro presente è sufficiente a provocare ustioni chimiche ai pesci (il cloro evapora a temperature molto basse).
Per cambiare l'acqua dagli acquari conviene passare una paglietta priva di detersivo sulle pareti, usare un tubo flessibile per succhiarla via, usarlo come fosse un aspirapolvere per raccogliere i residui, e togliere circa il 10% settimanale (o il 20% se la si cambia ogni 2 settimane) dell'acqua quindi versare l'acqua pulita senza spostare il pesce, che viceversa verrebbe sottoposto a enorme stress.
I pesci rossi possono trovarsi meglio in acqua leggermente salina, quindi può capitare di vedere qualcuno versare un cucchiaino di sale nell'acquario. Attenzione! Non bisogna usare sale da cucina, ucciderebbe i pesci. Per l'uso del sale meglio farsi consigliare da un esperto.
Alimentazione umana
Le carni hanno pessimo sapore e sono ricchissime di lische il che rende questa specie pressoché immangiabile.
Memoria e abitudini dei pesci rossi
Si dice spesso che il pesce rosso abbia una memoria limitata a pochi secondi, ma questo non è completamente vero. La memoria dei pesci rossi può essere definita selettiva, vale a dire hanno una qualche coscienza di ciò che è accaduto in precedenza, ma non sanno esattamente che cosa. Possono essere addestrati a svolgere compiti semplici, come a mangiare solo in un'area della loro boccia o acquario. In questo caso sanno istintivamente che in quell'area c'è qualcosa di buono, ma non ricordano cosa. Se appare un predatore nella loro zona, ad esempio un airone, il pesce si nasconderà per diverso tempo per istinto, ma senza sapere da cosa si nasconde: sa solo che è meglio nascondersi.
Il modo in cui i pesci delle varietà si raggruppano nuotando suggerisce che i pesci di questa specie siano in qualche modo consci del proprio colore o forma.
Usanze e tradizioni
Nell'ambiente studentesco degli USA si era diffusa una strana "prova di coraggio": inghiottire un pesce rosso vivo. Questa pratica venne registrata per la prima volta all'università di Harvard nel 1939. Questa pratica è andata via via scomparendo nel corso degli anni.
In molti Paesi i pesci rossi vengono spesso distribuiti come premi nei luna park e nelle fiere paesane, in sacchetti di plastica contenente acqua appena sufficiente per farli sopravvivere. In Gran Bretagna il governo ha proposto di vietare questa pratica, in osservanza delle leggi per i diritti degli animali, ma un rapporto del 2005 riporta che questa idea sia stata abbandonata.
No alla boccia, perchè? Il pesce rosso (”Carassius”) è forse l’animale più maltrattato in Occidente - è di origine orientale - e ha l’unico handicap di essere assai resistente, di sopravvivere cioè in condizioni off-limits che ucciderebbero qualunque pesce d’acquario in pochi giorni.
Dulcis in fundo, quando cresce eccessivamente - in due anni può raggiungere anche i 25-50 cm - viene talvolta buttato via in qualche fontana per morire di gelo e fame. La nuova legge «189» del 2004 è chiara contro chi maltratta o tiene in condizioni etologicamente incompatibili gli animali. E le bocce per i pesci rossi rientrano in un maltrattamento punibile con pene oggi assai salate. Ma chi è quel vigile o poliziotto che va a controllare i pesciolini prigionieri nelle sfere? I primi Comuni a creare un regolamento ad hoc sono stati quelli di Monza e Genova che già lo scorso anno vietarono le bocce per i pesci rossi e di regalarli nelle fiere come fossero gadget: «I pesci rossi - è scritto - devono essere tenuti in vasche rettangolari per non distorcere la loro visuale, devono avere il giusto ricambio aria-acqua e devono essere dotate di appositi filtri».
I Carassius infatti vanno allevati in grandi vasche fornite di potenti filtri biologici e riscaldate (24° sono ormai lo standard per le specie ornamentali). Andrebbero calcolati almeno 50 litri a pesce quando sono giovani, sui 5 cm. La scarsità di acqua è la prima causa di morte e malattia nei Carassius. Il pesciolino rosso da fiera diventa grandissimo in breve tempo e dovrebbe essere allevato solo nei laghetti. É un animale molto intelligente che soffre prigionia e sovraffollamento nelle piccole vasche. Un’altra causa di morte è la sovralimentazione: essendo un pesce ingordo il Carassius tende a mangiare in quantità eccessiva e il cibo che non viene digerito correttamente può provocare infezioni intestinali letali. Meglio nutrirlo «col contagocce», crescerà più lentamente ma vivrà più a lungo.
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